To top
Title Image

Toccarsi i capelli: ecco cosa significa e perché lo facciamo (spesso)

28 Feb

Toccarsi i capelli: ecco cosa significa e perché lo facciamo (spesso)

Toccarsi i capelli: ecco cosa significa e perché lo facciamo (spesso)

Tempo di lettura: 2 minuti

Dal lisciarsi le punte agli atteggiamenti più compulsivi: cosa c’è dietro l’abitudine, tutta femminile, di “tormentare” la chioma.

Una ciocca di capelli arrotolata attorno all’indice, una mano che riavvia compulsivamente il “ciuffo” da un lato all’altro della testa, senza trovare mai pace. O anche la predisposizione a grattarsi il cuoio capelluto e lisciarsi le punte come se da questo dipendessero le sorti del pianeta. Toccarsi i capelli è una costante della vita di tutti (e soprattutto delle donne). Leggenda vuole che sia il segnale di solitudine o di interesse sessuale verso qualcuno. Questi piccoli tic in realtà possono significare qualsiasi cosa, dall’innocente abitudine fino alla tricotillomania, ovvero una reale ossessione di tipo psicologico.

Volendo rimanere nella sfera delle abitudini “più leggere”, come viene descritto nel testo “Il linguaggio dei capelli” – edito da Armando Editore – “solo alcuni di questi gesti hanno realmente lo scopo di ripulire o rassettare la propria chioma“, ma quasi tutti invece sono un modo di riflettere all’esterno qualcosa che è dentro di noi. Come scrive Massimo Baldini, autore del saggio, “ci tocchiamo, ci grattiamo, ci strappiamo i capelli per esprime vari stati d’animo: perplessità, imbarazzo, frustrazione, disperazione, aggressività“.

Uno degli “utilizzi” più frequenti dei capelli e di cui si parla meno spesso, rispetto ad altre opzioni più allegre, è quello di antistress. Per molte donne, infatti, toccarsi i capelli è un modo di scaricare una fortissima tensione emotiva. Dall’interno all’esterno quindi, e se non si può urlare, camminare avanti e indietro o esorcizzare il proprio stress in altro modo, ecco che vengono in aiuto i capelli. E allora li tiriamo, li attorcigliamo – soprattutto – o grattiamo in continuazione il cuoio capelluto.

Sicuramente i capelli hanno a che fare molto con la nostra estetica e con la fiducia che riponiamo in noi stesse. Come per l’eroe biblico Sansone, la cui forza risiedeva tutta nella chioma, anche per noi donne i capelli sembrano rivestire un ruolo vitale. Ci si ritrova quindi a “ritoccare” in continuazione l’acconciatura se si vive un momento di insicurezza – in cui si ha bisogno di trarre forza da qualcosa – o se siamo alla ricerca di rassicurazione.

Oltre a essere una sorgente di forza e essere capaci di placare, in qualche modo, gli stati d’ansia, è però innegabile che, per una donna, i capelli siano un vero biglietto da visita. Il primo accessorio, il più importante (insieme al sorriso). Toccarsi i capelli può quindi significare anche: “Mi piaci”, oppure “Guardami, sono qui”.  Se un uomo non ci interessa, difficilmente ci preoccuperemo dell’acconciatura; se stiamo flirtando con chi ci sta di fronte, invece, sorrideremo, mentre le mani saranno impegnate ad attorcigliare la punta della chioma attorno all’indice o a sistemare la chioma al meglio.

Nei casi di forte stress, toccarsi i capelli può diventare però un eccesso dannoso e sfociare in due disturbi: la tricotillomania (la tendenza ossessiva – compulsiva a strapparsi i capelli) e la tricofagia (quell’impulso involontario che porta a “mangiare” i capelli, mordicchiandoli in continuazione).

Senza arrivare necessariamente a questi estremi, toccarsi eccessivamente i capelli può portare qualche piccolo fastidio nella vita di tutti i giorni: le chiome che ricevono attenzioni eccessive si sporcano più in fretta, sono più soggette all’effetto crespo, si sfibrano più velocemente – come fossero esposte al sole – e, nel caso dei capelli ricci, perdono la loro forma naturale.

Che sia per stress, per abitudine, o per piacere, tutte ci tocchiamo i capelli. E tu, li arricci spesso?